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La natura splendida ed incontaminata fa da cornice a Cansano, antico dominio degli Acquaviva
e dei Cantelmo. Il paese accoglie il visitatore nella splendida piazza XX Settembre,
in estate colorata dai fiori, in inverno delicatamente coperta dal manto nevoso.
Nel centro storico, imboccata la cinquecentesca "Porta da Capo", il tempo si ferma e lo sguardo è
incantato degli scorci caratteristici dell’antico borgo, ormai quasi del tutto abbandonato.
La chiesa di San Salvatore, con il Battistero del ‘400, è sicuramente da visitare.
Merita attenzione la chiesa di S. Nicola, del XIII sec. dove, il 6 dicembre, si celebra la
festa dedicata al Santo, con la distribuzione dei pani benedetti.
Nel territorio di Cansano si trova l’antica Ocriticum.
Nella vasta area archeologica, stazione di sosta dove mercanti, militari e viaggiatori si fermavano e
veneravano Venere e Giove, oggi è possibile visitare il santuario, collocato all’interno di un
recinto sacro.
Il tempio più antico (III -II sec a.C.) era dedicato ad Ercole.
Dopo la guerra italica a questo si affianca un secondo edificio templare, attribuito a Giove.
Nel terrazzo inferiore del santuario, c'era un sacello, dedicato a divinità femminili.
Tutt’intorno c’erano edifici pubblici e privati e la necropoli.
E’ stata rinvenuta anche una calcara, impianto per la produzione della calce ottenuta mediate la
cottura delle pietre.
Nel cuore del paese si trova il Centro di Documentazione che raccoglie i reperti di Ocriticum
ed ospita una straordinaria mostra permanente sull’Emigrazione.
L’itinerario, prevalentemente fotografico, documenta scientificamente la storia dell’emigrazione
ponendo l’accento soprattutto sulla forte carica emotiva che caratterizza ogni distacco dalla
propria terra.
Info: Comune 0864-40131
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Disteso su una pianura carsica, alle falde della Majella,
Campo di Giove ha affidato allo sci e al turismo naturalistico la sua maggiore risorsa.
Il centro storico, un borgo fortificato dominato dal castello, conserva ancora intatto il nucleo antico,
con le suggestive abitazioni in pietra, caratterizzate dalle piccole finestre,
utile difesa contro i rigori dell’inverno.
A testimonianza di un glorioso passato, spiccano alcune case di notevole bellezza come casa Quaranta,
databile al 1400 e palazzo Nanni, del XVII secolo.
All’interno delle chiese, ricche di paramenti sacri, sono custodite statue lignee e capolavori di ebanisteria come il coro ligneo del XVII secolo,
conservato nella chiesa di S. Eustachio.
Negli anni ’70 si è assistito all’espansione del nucleo abitato attraverso la costruzione di edifici moderni
e degli hotel che oggi contribuiscono a delineare la vocazione turistica del paese.
Posti sul versante occidentale della Maiella, gli impianti di Campo di Giove salgono fino a quota 2.350 sui pendii della Tavola Rotonda,
e permettono allo sciatore di toccare la più alta quota d’Abruzzo raggiungibile con mezzi meccanici.
Una sciovia, realizzata nel 2003, sale da quota 1.150 ai 1.652 metri del Guado di Coccia,
il valico tra la Tavola Rotonda e il monte Porrara intorno al quale sono a disposizione 4 skilift,
che servono ben 20 km di piste.
La natura incontaminata, fa da cornice al paradiso degli appassionati
dello sci che desiderano trascorrere le vacanze invernali con la famiglia.
Allettante meta per gli sciatori in inverno, una vera oasi per quanti, in estate, amano il verde,
le lunghe passeggiate in alta quota all’interno del Parco Nazionale della Majella.
Escursioni a piedi, a cavallo e in mountain-bike, trekking, birdwatching nell’area faunistica e
in libertà, arrampicata sportiva, la vista al laghetto Ticino: un’offerta variegata capace di
soddisfare tutti i gusti e tutte le età.
Info: Comune 0864-40116
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Posto alle pendici del Morrone, nel Parco Nazionale della Majella, Pacentro
domina incontrastato sulla valle Peligna.Le più antiche testimonianze archeologiche rinvenute,
interessanti pitture rupestri documentano la presenza dell’uomo primitivo nel territorio che poi divenne
terra dei Caldora e dei Cantelmo.
La parte più antica del paese, uno dei “Borghi più Belli d’Italia”,
caratterizzata da palazzi con fregi rinascimentali e da vignali racchiude una suggestiva del 1600,
la Chiesa dell’Immacolata del convento dei Minori Osservanti, del 1589 con il chiostro decorato da
affreschi e la chiesa parrocchiale di S. Maria Maggiore, con facciata in pietra del ‘400,
ma databile al ‘500.
All’interno è il prezioso pulpito in legno intagliato, datato al 1653.
Svetta sul paese il magnifico castello, tra i più belli dell’Abruzzo, che ebbe dai Cantelmo,
nel sec. XV, l’aspetto definitivo.
Insieme a quelli di Introdacqua, Pettorano, Anversa e Roccacasale era parte dello scacchiere
difensivo a controllo della Valle Peligna.
A pianta quadrilatera e cinto da un fossato, il castello è costituito da tre torri quadrilatere
e slanciate. A queste si affiancano possenti torrioni cilindrici con i resti della cinta muraria.
La torre più antica è databile ai secoli XI-XIII e le altre due tra la fine del XIV secolo e gli inizi
del XV; i torrioni cilindrici fanno parte degli interventi di potenziamento successivi.
La storia millenaria di Pacentro fa da cornice ad una suggestiva manifestazione che si rinnova
la prima domenica di Settembre, in onore della Madonna di Loreto, cui è dedicata una piccola chiesa.
E’ la Corsa degli Zingari la cui origine risale agli usi e costumi peligni: i giovani del luogo corrono
a piedi scalzi, dalla sommità di un costone roccioso posto di fronte l'abitato e, sempre correndo,
con i piedi spesso feriti e lacerati dalle pietre e dai rovi, risalgono le vie del paese e raggiungono
la chiesa della Madonna.
Info: Comune 0864-41114
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Comune di PETTORANO SUL GIZIO |
Arroccato su uno spuntone calcareo Pettorano sul Gizio rappresenta da sempre il baluardo meridionale
d’accesso alla Valle Peligna. La sua vocazione difensiva è testimoniata dal Castello Cantelmo,
con il mastio a base pentagonale di epoca longobarda e dalla cinta muraria che circonda l’intero abitato,
attualmente raggiungibile attraverso cinque delle sei porte di accesso originarie.
Meritano una visita il Palazzo Ducale, dimora della famiglia feudale dei Cantelmo con una fontana in pietra del XVII sec.
, la Chiesa rurale di Santa Margherita posta sotto un costone roccioso, dalla facciata caratterizzata da due finestrelle,
tipiche delle chiese campestri.
Di fronte è l’Area archeologica di Santa Margherita, luogo di culto italico.
Le peculiarità architettoniche hanno consentito al Comune di Pettorano sul Gizio di entrare a far parte del
Club dei Borghi più belli d'Italia.
Il territorio comunale ricade all’interno del Parco Nazionale della Majella e della Riserva Naturale Regionale
Monte Genzana Alto Gizio.
Unica nel suo genere perché racchiude un intero centro storico, la Riserva Naturale, ha una estensione di
oltre tremila ettari e riveste, nell’ambito del sistema delle aree protette regionali, un ruolo di notevole
importanza in quanto si pone come corridoio ecologico tra il Parco Nazionale D’Abruzzo e quello della Majella.
Il suo territorio è costituito da ambienti naturali diversi che custodiscono un elevato patrimonio floristico e faunistico.
I sentieri ben evidenziati e i tre rifugi di montagna, consentono di effettuare escursioni di varia difficoltà.
Info: Ufficio Riserva Naturale tel/fax 0864.487006 – www.riservagenzana.it
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Pescocostanzo è un affascinante borgo rinascimentale che si offre agli occhi del visitatore così come fu concepito,
più di cinquecento anni fa, da un’apposita commissione di esperti urbanisti incaricati da Vittoria Colonna di
elaborare un piano regolatore per la costruzione di uno dei più importanti centri di residenza nobiliare e di
scambi culturali ed economici dell’epoca.
Mai ci si aspetterebbe di trovare strade ampie e architetture importanti in una posizione tanto alta ed
interna dell’Abruzzo.
I palazzi, le chiese, le case a schiera, uniche per la loro particolare architettura, sono riusciti a
creare un legame architettonico che conferisce al borgo un carattere scenico.
Ogni altare, ogni chiesa,
ogni casa è il frutto di una precisa volontà e di una committenza consapevoli, sostenute dalle capacità
artistiche ed artigianali locali.
Non è difficile, osservando i disegni e le forme che la pietra ha assunto
in tale contesto, ritrovare un filo conduttore con quelli del ferro battuto, della filigrana, del merletto al tombolo;
arti che la comunità pescolana ha appreso e fatto proprie dagli insegnamenti dei maestri lombardi,
chiamati per la ricostruzione della cittadina dopo il terremoto del 1456.
I frutti di tali abilità sono visibili nelle opere monumentali, come la Basilica di Santa Maria del Colle e
nelle piccole botteghe dove ancora il ferro, l’oro o il filo di lino vengono trasformati in opere d’arte.
A ciò va aggiunto lo straordinario paesaggio che arricchisce tutta la zona circostante, posta nel Parco Nazionale
della Majella: dalla montagna all’altopiano, dalle piste di sci alpino a quelle di fondo, collocate nella
Riserva Naturale del Bosco di Sant’Antonio, una secolare distesa di faggi, e aceri.
L’insieme di tali ricchezze e la loro sostanziale integrità rispetto al trascorrere del tempo hanno
fatto sì che il comune di Pescocostanzo sia stato inserito a pieno titolo nel Club dei Borghi più Belli d’Italia.
Info:Ufficio I.A.T. 0864-641440
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Collocato su uno sperone roccioso, al centro degli Altopiani maggiori d’Abruzzo, Rivisondoli,
vanta una posizione straordinaria tra il verde delle montagne e il bianco incandescente della neve
che qui cade in abbondanza da novembre a marzo.
L’assetto urbanistico del paese è del ‘700, ed è caratterizzato da costruzioni a schiera,
in pietra bianca, che seguono i dislivelli e i movimenti del terreno, ottenendo un gioco compositivo armonico,
dove si inseriscono palazzi gentilizi, fontane, piazze e chiese.
All’interno della Chiesa parrocchiale sono conservate opere importanti come l’altare ligneo del 1600,
opera di Palmerio Grasso, una statua raffigurante la Madonna con Bambino ed un paliotto.
Nel corso dell’ultimo secolo, si è assistito ad una lenta e progressiva espansione dell’antico abitato che
oggi è affiancato da alberghi e residence.
Rinomata stazione sciistica che vanta ben 24 km di piste, Rivisondoli è in grado di offrire al visitatore
piste imbiancate, escursioni ad alta quota, giri in mountain bike, ma anche tanta cultura.
Al di fuori del centro abitato si trova infatti il santuario di Santa Maria, denominato santuario della Portella,
datato al XIII sec..
Ma è soprattutto nel periodo invernale che il paese si tinge di poesia.
La sera del 5 gennaio, si svolge il Presepe Vivente, la cui prima edizione risale al 1951 e che ogni anno
incanta migliaia di visitatori: il Bambino è impersonato dall’ultimo nato del paese, mentre la
Madonna viene scelta con una specifica preselezione l'8 Dicembre.
Ma Rivisondoli è anche terra del buon mangiare: nei ristoranti e nei punti vendita è possibile degustare
le scamorze e il caciocavallo, che vengono prodotti ancora artigianalmente.
Info: Comune: 0864-69114 Ufficio I.A.T. 0864-69351
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Posta a difesa del piano delle Cinquemiglia, Rocca Pia affonda le sue radici nell’alto medioevo.
L’antico nucleo abitato si formò intorno alla chiesa di S. Marcello.
Per molti anni, a partire dal 1300 fu feudo dei Cantelmo poi, con l'estinzione di questa famiglia, nel XVIII sec.,
passò sotto il dominio dei Tocco.
Il paese ha mutato il proprio nome più volte nel corso dei secoli, piegandosi al volere dei dominatori
e all’omaggio di re e regine.
Nel 1150 è denominato "Rocca Valle Oscura" data la sua posizione tra le montagne.
In onore della madre di Napoleone prese il nome di Rocca Letizia, nel 1815 ancora mutato in Rocca Pia
in occasione del passaggio del re Vittorio Emanale II, in omaggio alla figlia Maria Pia, regina del Portogallo.
La vicinanza al comprensorio sciistico di Rivisondoli, Roccaraso e Pescocostanzo, fa di Rocca Pia una meta
frequentatissima durante l’inverno da quanti desiderano trascorrere una vacanza alternativa al soggiorno
nelle più mondane località vicine.
Con i suoi oltre 1000 metri di altitudine, che garantiscono un manto nevoso straordinario, il paese assume,
d’inverno il pittoresco aspetto di un presepe.
Portali, finestre e nobili palazzi si celano tra le vie del centro storico che ricordano nel nome “Rua” i contatti
con i francesi: meritano sicuramente un colpo d’occhio i palazzi Fidei, De Meis e Severo.
Durante l’estate, il clima fresco e asciutto rende piacevole il soggiorno tra il verde dei boschi e le antiche tradizioni.
Fuori del paese, sul Piano delle Cinquemiglia, sorge la chiesa della Madonna del Casale, con un bellissimo
ciclo di affreschi nell’abside, datati al XVI secolo ed una suggestiva statua in terracotta, raffigurante la
Madonna in trono con Bambino, opera di un artista ignoto ma di grande pregio.
La straordinaria espansione edilizia ha reso oggi il paese centro turistico con alberghi e ristoranti dove
apprezzare i piatti tipici della montagna abruzzese.
Info: Comune 0864-203006
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Il turista che giunge a Roccaraso non sa che dove oggi sorgono moderne costruzioni secoli
fa è vissuta una prosperosa comunità.
L’antico borgo un tempo possedimento del Monastero di Santa Maria di Cinquemiglia e dei Conti Di Sangro,
ha seguito gli sviluppi del Regno di Napoli.
Distrutto quasi interamente dalla guerra, si presenta oggi del tutto moderno;
dell’antico borgo fortificato rimangono i resti di un torrione e sopravvive la chiesetta di S. Rocco.
Nella moderna parrocchiale di S. Maria Assunta, è custodito il busto argenteo, tardo-seicentesco, di S. Ippolito,
pregevole prodotto dell’arte orafa napoletana.
Roccarso è senza dubbio la stazione sciistica più importante del centro Italia, porta dell’Altopiano delle
Cinquemiglia per chi arriva dal Molise o dalla Campania, a sole due ore di distanza per chi si sposta dalla capitale.
L’eccellente attrezzatura alberghiera e sportiva ne fanno un centro molto apprezzato dagli sciatori.
Chilometri di piste rendono il comprensorio Aremogna –Pizzalto il punto di forza del territorio: dai 1.500 metri di
partenza dell’altopiano, ai 2.140 metri delle Toppe del Tesoro tutti possono provare l’ebbrezza di sciare.
L'intera area, attrezzata con cabinovie esaposto ad agganciamento automatico, 8 seggiovie e 12 skilift serve
oltre 60 km di piste di tutte le difficoltà, collegate con altri 48 Km di piste dagli impianti della limitrofa
stazione di Rivisondoli- Monte Pratello su cui si scia con lo stesso skipass.
Nelle zone più pianeggianti, sono tracciati anelli di fondo che permettono di sciare tra la natura rigogliosa
ed incontaminata.
Roccaraso è bella anche d’estate: immense distese verdi e boschi lussureggianti fanno da sfondo alle
escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike che qui si possono effettuare da mattina a sera.
info: Comune- 0864-61921 Ufficio IAT 0864-62210
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